Una Chiesa in cammino tra sinodalità e fragilità familiari
La Consulta Nazionale per la pastorale della famiglia a Roma
La prima giornata dei lavori della Consulta Nazionale per la pastorale della famiglia ha offerto un confronto intenso e profondo, capace di intrecciare riflessione ecclesiologica e lettura della realtà sociale. Due interventi, in particolare, hanno segnato il cammino comune: la relazione di Fabio Nardelli sulla sinodalità e il contributo di Francesco Belletti sul Rapporto CISF Fragile domani.
Sinodalità e missione: una Chiesa “diversa”, non nuova
Nel suo intervento dal titolo “Una Chiesa sinodale: quale l’apporto dei movimenti in questo processo di trasformazione missionaria”, fr. Fabio Nardelli ha invitato a superare alcuni equivoci di fondo. In teologia, ha ricordato, il “mistero” non è ciò che resta incomprensibile, ma la rivelazione del disegno salvifico di Dio; allo stesso modo la “comunione” non è uno slogan, bensì una chiamata a vivere l’unità nella molteplicità, riconoscendo nelle differenze una ricchezza.

Riprendendo un’intuizione del teologo Yves Congar, Nardelli ha chiarito che la sfida di oggi non consiste nel “inventare una Chiesa nuova”, ma nel dare forma a una Chiesa diversa, capace di attingere alla propria tradizione per aprirsi a un orizzonte più ampio e universale. In questo quadro, la sinodalità non è semplicemente uno stile organizzativo, ma il modo stesso di essere Chiesa: il cammino dei cristiani con Cristo e verso il Regno. Senza questa direzione, anche le attività più generose rischiano di diventare autoreferenziali.
Sinodalità e missione, però, non possono essere separate. La missione – ha sottolineato – non è solo ciò che la Chiesa fa, ma ciò che la Chiesa è. È un’identità che deve attraversare ogni livello della vita ecclesiale, dal locale al globale. La vera domanda non riguarda l’appartenenza a una struttura, ma il modo in cui ciascuno vive oggi la propria vocazione missionaria nel mondo.
Carismi e comunione: unità nella molteplicità
Per descrivere questa dinamica, Nardelli ha richiamato l’immagine paolina della Chiesa come Corpo di Cristo: un corpo in cui ogni membro è diverso, ma necessario. Il Concilio Vaticano II ha segnato una svolta decisiva in questa prospettiva, superando una visione unilaterale di Chiesa “che insegna” per aprirsi al dialogo, all’ascolto reciproco e al discernimento dei segni dei tempi.
I carismi, doni dello Spirito, trovano il loro senso solo se vissuti in modo sinodale. Non appartengono a un singolo movimento o gruppo, ma sono destinati a fecondare l’intera Chiesa, contribuendo a discernere insieme le vie dell’evangelizzazione.
Perché questa comunione diventi reale, sono necessari passi concreti: l’umiltà e l’ascolto, il riconoscimento e la valorizzazione dei doni altrui, la fiducia nel sensus fidei di tutti i battezzati, il discernimento condiviso e il vivere autenticamente cum Ecclesia. Solo così la Chiesa può lasciarsi “inquietare dalla storia” e diventare lievito di concordia per l’umanità.
Il “fragile domani” delle famiglie italiane

Nel pomeriggio, lo sguardo si è spostato sulla realtà sociale con la presentazione del diciassettesimo Rapporto Censis-CISF sulla famiglia, Fragile domani, illustrato da Francesco Belletti, direttore del Centro Internazionale Studi Famiglia. La ricerca restituisce l’immagine di un Paese attraversato da una diffusa sensazione di ansia, stress e incertezza verso il futuro, acuitasi nel periodo post-pandemico.
Dall’analisi emerge con forza la centralità delle relazioni per il benessere individuale e collettivo: non sono immediatamente visibili, ma – come la luce – permettono di vedere e comprendere la realtà. La paura del futuro, soprattutto tra i giovani adulti, rischia di paralizzare il presente; a questo si aggiungono fragilità economiche, lavorative e psicologiche che colpiscono in modo particolare i nuclei monogenitoriali e le persone socialmente isolate.
Il rapporto segnala anche il passaggio verso una possibile “società post-familiare”, in cui le reti familiari perdono centralità e si diffonde il modello del figlio unico. Una trasformazione che pone interrogativi seri sul futuro della cura e della solidarietà intergenerazionale.
Una responsabilità condivisa
Di fronte a questo scenario, Belletti ha indicato alcuni ambiti decisivi di intervento: la responsabilità personale, il ruolo educativo della famiglia, il rafforzamento delle comunità e dell’associazionismo, una comunicazione meno ansiogena e politiche pubbliche capaci di sostenere la qualità delle relazioni. Non esistono soluzioni standard: ogni storia familiare richiede un ascolto “sartoriale”, attento all’unicità delle persone.
I lavori della Consulta hanno così messo in dialogo teologia e vita concreta, ecclesiologia e quotidianità delle famiglie. Ne emerge l’immagine di una Chiesa chiamata a non chiudersi nel proprio perimetro, ma a offrire a tutti l’amore di Dio, costruendo un’unità che non annulla le differenze, bensì valorizza la storia personale di ciascuno e la cultura di ogni popolo. Un cammino esigente, ma necessario, per abitare con speranza il nostro tempo fragile.
Altri temi trattati
Sono stato poi illustrati alcuni importanti appuntamenti rivolti al mondo della pastorale familiare e non solo:
- Il seminario di studi “Famiglia e Riti di passaggio” che si volgerà il 28 e 29 gennaio presso Villa Aurelia a Roma nato dalla collaborazione degli uffici di Pastorale Familiare e Liturgico della CEI . Focus del seminario sarà riflettere, da diverse prospettive (antropologica, sociologica, pastorale, liturgica) su come la famiglia e la liturgia vivono oggi le esperienze umane fondamentali del nascere, del crescere e del morire.
- Il Corso di Alta Formazione per Operatori di Pastorale Familiare:educare, accompagnare, prendersi cura a La Thuile dal 9 al 18 luglio 2026 per il quale sono aperte le Iscrizioni per il nuovo anno; i referenti regionali sono stati sollecitati alla sensibilizzazione per l’iscrizione degli operatori della loro regione (l’obiettivo minimo è di 16 partecipanti per avvio del corso).
- Giornata Nazionale per la Vita (1 febbraio): Tema “Prima i bambini”; obiettivo promuovere la cura della vita in tutte le sue forme.
- XXVI Settimana Nazionale di Studi sulla Spiritualità Coniugale e Familiare che si terrà a Verona dal 30 aprile al 3 maggio 2026 la cui preparazione è in fase conclusiva.
informazioni preliminari sui costi; sviluppo di un’app per facilitare partecipazione, materiali e comunicazioni saranno a breve diffuse dall’Ufficio Nazionale (l’organizzazione è a cura della pastorale familiare del Triveneto).

L’aspetto su cui i membri della Consulta presenti a Roma sono stati operativamente coinvolti nella giornata conclusiva della due giorni romana è stato un interessante lavoro cooperativo per gruppi di per la definizione di contenuti e metodo da proporre per il convegno “Vi occuperete di Pastorale Familiare 9” rivolto ai nuovi incaricati diocesani ma non solo , costituendo anche un prezioso momento di incontro per le commissioni/consulte regionali italiane . Il convegno si terrà ad Assisi dal 5 all’8 dicembre 2026. Come nello stile maturato da tempo il lavoro è l’esito di una coprogettazione tra ufficio nazionale e membri della Consulta secondo una modalità che ha valorizzato tutti e a portato ad una graduale focalizzazione di temi e metodologia di lavoro davvero condivisi.
L’appuntamento per la prossima Consulta sarà il 30 e 31 maggio 2026 un occasione di verifica per la settimana di spiritualità da poco conclusa e di ulteriore lavoro per la definizione del successivo momento formativo nazionale di Assisi.

