Il 28 settembre 2026 abbiamo vissuto una giornata intensa e feconda, un vero laboratorio di comunità, che ha intrecciato visione pastorale, gratitudine, passaggi di testimone, riflessioni operative e prospettive concrete per la pastorale familiare. Il desiderio di chi ha vissuto questo importante appuntamento pastorale è quello di restituire almeno in parte ciò che si è ascoltato e imparato, ringraziando ogni relatore e partecipante per la franchezza, la competenza e la passione condivise. In particolare don Enzo Bottaccini nuovo responsabile della Consulta dopo fra Marco Vianelli ha comunicato le linee per cosi dire fondative che caratterizzano il suo approccio pastorale.
Cristo al centro della vita reale: fede che illumina le fragilità
- Domanda decisiva emersa: che cosa c’entra Dio con il nostro amore? L’annuncio essenziale rimette ogni storia sul suo fondamento: Cristo, presente nella realtà concreta, anche segnata da fragilità, peccato, buio, depressione e incoerenze affettive. È lì che il Vangelo illumina l’umanità.
- La spiritualità familiare è esperienza concreta: il matrimonio come scuola reciproca, la casa e i gesti feriali sono luoghi teologici dove riconoscere la fedeltà di Dio nel vincolo coniugale.
- Riscoprire il capitolo 9 di Amoris laetitia: l’amore coniugale “per sempre” non è imposizione esterna, ma esigenza interna del patto. Con Dio tutto cambia: la fede trasforma la cura in carità, la vita familiare in testimonianza, l’amore umano in riflesso dell’Amore divino.
Educazione generativa: dall’alleanza famiglia–scuola alla cura delle fragilità
- Generatività che inizia con la vita: annunciare, desiderare e accogliere una nascita è oggi segno profetico, in contesti di precarietà lavorativa e affettiva e di politiche familiari insufficienti.
- Alfabetizzazione affettiva stabile nelle comunità cristiane (riferimenti: “Lievito di pace e di speranza”, “Radicati e costruiti in Cristo”).
- I consultori come soggetti stabili di pastorale ordinaria: servono competenze specifiche e lavoro integrato con esperti, perché la fragilità è la norma.
- Generatività e genitorialità: uscire dalla solitudine. Le comunità cristiane siano prossime soprattutto alle famiglie con figli con disabilità o malattie, dove la solitudine brucia di più.
Magnifica Humanitas: educazione digitale con anima
- L’umanità digitale ha un’anima, un senso, una direzione: l’educazione digitale non può prescindere dalla realtà umana e dalla Dottrina sociale della Chiesa.
- I documenti ispiratori (“Lievito di pace e di speranza”, “Radicati e costruiti in Cristo”, “Magnifica Humanitas”) evitano l’autoreferenzialità e radicano la prassi pastorale nella vita reale delle persone.
Corresponsabilità: stile che dà forma alla Chiesa
- Corresponsabilità interna: preti e laici sullo stesso piano, al servizio dell’unica Chiesa e dell’unica famiglia. Per i preti significa scendere uno scalino; per i laici, salire uno scalino. Insieme.
- Corresponsabilità esterna: la famiglia nella sua dimensione sociale. Nella stagione di Leone si sottolinea la valenza sociale della famiglia: maturare e ampliare questa dimensione.
- Sinodalità concreta: legami operativi tra Consulta e Commissione episcopale, presenza costante dei rappresentanti regionali, coinvolgimento degli esperti. Canali diretti attraverso l’Ufficio per portare posizioni condivise dalla base alla programmazione e alla pastorale concreta.
Testimonianza per attrazione: la via maestra
- La testimonianza è la via privilegiata: interna, nei legami vissuti in famiglia; ed esterna, quando la famiglia assume una presenza sociale ed ecclesiale capace di generare bene comune.
- Storytelling autentico per le nuove generazioni: raccontare la bellezza del Vangelo nella vita di ogni giorno, con linguaggi comprensibili e ospitali.
Competenze, rete e limiti dei ruoli: ponti, non recinti
- Distinguere piani diversi: accompagnamento pastorale e percorsi clinici non vanno confusi. La pastorale non sostituisce giustizia né clinica: fa bene il proprio, in rete con gli altri.
- Reti reali: pastorale, giustizia, sanità e scuola devono parlarsi con procedure chiare. Evitare attivismo dispersivo: priorità e qualità, meglio meno cose fatte bene.
- Competenze certificate: formazione, deontologia e responsabilità non negoziabili. Trasparenza nelle scelte (criteri: competenze, equilibrio, servizio) e rappresentanza di genere e di codici culturali diversi.
Umiltà, competenze e libertà interiore
- Parlare chiaro, con rispetto, senza calcoli di carriera: dire ciò che serve anche quando non è popolare.
- Restare allievi: riconoscere chi è più competente, valorizzare i contributi altrui, chiedere confronto e verifica.
Tecnologie al servizio del bene comune

- Strumenti digitali (registrazioni, trascrizioni automatiche, schede di sintesi) ottimizzano tempo e chiarezza se usati con criterio e trasparenza.
- Restituire i materiali “nero su bianco” per non disperdere il patrimonio emerso ai tavoli di lavoro.
Eventi ecclesiali e orizzonte sinodale
- Metà ottobre 2026: Papa Leone convoca i presidenti delle commissioni delle Conferenze Episcopali per verifica e rilancio a dieci anni da Amoris Laetitia. Non semplice verifica, ma rilancio del cammino sinodale sulla famiglia.
- 23–27 settembre 2027: Convegno Eucaristico Nazionale a Orvieto, “Eucaristia, segno di unità e fermento di pace”: invito a essere costruttori di relazioni e promotori di pace a partire dalle famiglie.
Animatema e formazione: investire nelle relazioni che generano
- Animatema: non babysitteraggio, ma cammino di fede parallelo a quello degli adulti. Forza nelle relazioni tra coppie, giovani animatori e figli; molti giovani “animati” diventano “animatori” alla maggiore età.
- La CEI investe significativamente in Animatema: opportunità formativa quasi totalmente coperta (eccetto viaggio). Non lasciamo sfuggire questa risorsa per arricchire le diocesi.
Corso di Alta Formazione (CAF): stile, creatività e strumenti
- Prossima edizione: 8–17 luglio a La Thuile. Impronta profonda, approccio interdisciplinare e stile sinodale, in collaborazione con Università Cattolica e docenti da tutta Italia.
- Non è solo teologia: laboratorio di stile, creatività e strumenti concreti per la pastorale familiare.
- Accompagnamento online durante l’anno; aperto a tutti (non è un master): valorizza l’esperienza messa al servizio della diocesi; costruisce un network nazionale di coppie e famiglie.
Scuola di formazione e percorsi per animatori
- Scuola di Formazione Regionale: nuova scuola di base, organizzata per aree geografiche per facilitare la partecipazione; in arrivo laboratori su spiritualità coniugale, iniziazione cristiana e altro.
- Formazione animatori ad Assisi: due weekend residenziali a novembre. Iscrivere i ragazzi delle diocesi per cogliere l’opportunità; segnalare se non è arrivata la lettera con il link.
Un appello all’azione: risorse e coinvolgimento
- I fondi per la formazione esistono: l’esperienza della Basilicata (cinque coppie sostenute) dimostra che è possibile. Serve coraggio per “rompere gli schemi”, sensibilizzare i Vescovi e destinare risorse a questi percorsi.
- Compito dei responsabili regionali:
- Promuovere il discernimento per individuare coppie e giovani motivati.
- Valorizzare chi ha completato la formazione, coinvolgendolo nelle attività territoriali.
- Estendere l’invito anche a sacerdoti e seminaristi, per respirare linguaggi di comunione.
Città di Dio e città degli uomini: costruire con le famiglie
- Sguardo doppio e fedele: abitare la città degli uomini senza perdere la città di Dio.
- Immagine ispiratrice: Neemia e le mura affidate alle famiglie. Dopo “addomesticare il mondo”, sognare “l’addomesticare le città”: reti di relazioni per una città a misura di Dio e dell’uomo.
- Obiettivo: una “famiglia di famiglie” come architrave della pastorale integrata.

Metodo e passi operativi
- Darsi un tempo: discernere prima dell’emergenza; evitare di correre dietro alle urgenze.
- Metodo circolare: testimonianza, riflessione, verifica, rilancio. Coinvolgere competenze e ascoltare gli “stati nascenti” nelle comunità.
- Passi immediati:
- Rafforzare il ponte con la Commissione episcopale attraverso l’Ufficio nazionale, portando posizioni condivise.
- Garantire la presenza dei rappresentanti regionali alle tre convocazioni annuali della Consulta.
- Affiancare coppie più giovani nei servizi diocesani e regionali: accompagnare, responsabilizzare, lasciare spazio.
- Preparare un racconto unitario per il prossimo convegno: esperienze e testimonianze come trama, con attenzione alle storie complesse e alle periferie della vita familiare.
- Restituire pubblicamente le schede dei tavoli (tre punti per tavolo) e la sintesi operativa, così che tutti possano lavorare sulle stesse basi.
Prossimi passi e un dono per la strada
- Verso una Consulta nazionale-laboratorio: incontrare gli esperti prima della Consulta di gennaio, così che la Consulta diventi un laboratorio operativo sulle piste emerse. Gli esperti hanno un ruolo decisivo: motivazioni teologiche chiare e solide a sostegno delle scelte.
- A gennaio doneremo una copia di “La grammatica della tenerezza”, glossario teologico-pastorale su Amoris Laetitia a cura di Roberto Massaro, con prefazione di Mons. Castellucci.
Un grazie che viene dal cuore

Grazie ai relatori per la profondità e la franchezza, a chi ha animato i tavoli con competenza e passione, a chi conclude un servizio lasciando un’eredità preziosa e a chi inizia con entusiasmo. Abbiamo respirato un clima familiare non scontato, frutto del servizio generoso di molti e della guida operosa dei responsabili che ci hanno accompagnato.

Chiudiamo con un’immagine semplice: una comunità seduta alla stessa tavola, che discute, a volte si corregge, spesso si incoraggia. È lì che nascono le scelte che fanno bene alle persone. Da quello sguardo – lo sguardo di Cristo che genera un “Noi” – vogliamo ripartire. Il cammino continua, più ricco e promettente che mai.
